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BTP, BOT, Bund ed ETF
il rendimento che resta in tasca

Calcola quanto rende un BTP, un BOT o un Bund oggi — rendimento lordo e netto già calcolato, aggiornato ogni giorno da Borsa Italiana.

Come si calcola il rendimento netto di un BTP: guida pratica

In breve: Il rendimento netto di un BTP è il rendimento lordo meno il 12,5% di tasse su cedole e plusvalenza, poi annualizzato con un vero calcolo di interesse composto (IRR), non con una divisione semplice del guadagno totale per gli anni di durata.

Il rendimento netto di un BTP è la percentuale di guadagno annuo che resta davvero in tasca dopo le tasse, se si tiene il titolo fino alla scadenza. Non è un numero misterioso: si può ricostruire a mano in quattro passaggi, e su questo sito è già calcolato per ogni titolo — ma capire come si arriva a quel numero aiuta a fidarsene, e a capire perché due titoli con la stessa scadenza possono rendere in modo diverso.

Passo 1: il prezzo di acquisto, non il nominale

Un BTP si compra a un prezzo che raramente coincide con 100. Se il prezzo è sotto 100 (si dice "sotto la pari"), a scadenza si incassa più di quanto si è pagato: quella differenza è una plusvalenza, tassata al 12,5%. Se il prezzo è sopra 100 ("sopra la pari") succede il contrario: una minusvalenza, che non genera imposta ma nemmeno riduce le tasse sulle cedole — sono due categorie fiscali separate che non si compensano tra loro.

Passo 2: le cedole nette fino alla scadenza

Se il titolo paga una cedola, ogni pagamento è tassato al 12,5% al momento dell'incasso. Sommando tutte le cedole nette che si riceveranno fino alla scadenza si ottiene la parte più consistente del rendimento per un titolo a lunga durata con cedola generosa.

Passo 3: si sommano cedole nette e differenza di capitale

Sommando le cedole nette incassate nel tempo e la differenza (positiva o negativa, già al netto delle imposte) tra prezzo pagato e rimborso a 100, si ottiene il guadagno netto totale dell'operazione.

Passo 4: si annualizza con l'interesse composto, non con una divisione semplice

L'errore più comune è dividere il guadagno totale per gli anni di durata: questo ignora che una cedola incassata oggi vale più di una identica incassata tra vent'anni, perché nel frattempo può essere reinvestita. Il rendimento netto annuo corretto è un vero IRR (tasso interno di rendimento): il tasso di interesse composto che rende il valore attuale di tutti i flussi futuri esattamente uguale all'investimento iniziale. È lo stesso principio con cui si calcola il rendimento di qualunque obbligazione sui mercati professionali, ed è il metodo usato dal simulatore di questo sito.

Un esempio reale

Prendiamo Btp Tf 2,25% St36 Eur (IT0005177909), scadenza 01/09/2036, duration 8,9 anni. Oggi quota 83,924 € e paga una cedola del 2,250% annuo (semestrale). Il rendimento lordo dichiarato da Borsa Italiana è del 4,35%: applicando l'imposta del 12,5% su cedole e plusvalenza, il rendimento netto scende al 3,81%. Investendo €8.392,40 oggi (nominale €10.000,00 al prezzo attuale) e tenendo il titolo fino alla scadenza, l'incasso netto totale — capitale rimborsato più tutte le cedole nette, al netto di €482,15 di imposte stimate — sarebbe di €11.600,45, cioè un guadagno netto di €3.208,05 rispetto all'investimento iniziale.

Il modo più preciso per vedere la cifra esatta, cedola per cedola e con i tuoi importi, è aprire la scheda di questo titolo e usare il simulatore, che mostra ogni singolo flusso e il totale netto a scadenza.

Una nota importante: il rendimento netto calcolato in questo modo è nominale, cioè non tiene conto dell'inflazione. Un rendimento netto più basso dell'inflazione corrente significa che il potere d'acquisto del capitale si riduce nel tempo, anche se l'importo in euro incassato è più alto di quello investito.

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